PRONTO SOCCORSO EMOZIONALE

P.S.E.

Intervento rivolto ai genitori nelle crisi emozionali del neonato

Centro Studi Eva Reich

Via G.B. De Rossi, 39 - Roma
Tel. 06 44238110 Fax 0697749296 http://www.centrostudievareich.com

Informazione scientifica

PERCHÉ UN PRONTO SOCCORSO EMOZIONALE ?

Al momento della nascita i neogenitori si trovano a doversi confrontare con il proprio bambino reale, con i suoi ritmi, desideri e richieste.
Ciò comporta gratificazioni e gioie, ma anche inevitabili frustrazioni.
Spesso i neogenitori, soprattutto se alla loro prima esperienza, soffrono una sorta di senso di inadeguatezza; si sentono in difficoltà nel comprendere e accogliere i segnali che il bambino invia loro e reagiscono alle frustrazioni con azioni compensatorie sostitutive ( giri notturni in auto per far addormentare il figlio, sollecitazioni acustiche, motorie e tattili eccessive, ecc.. ) che, seppur talvolta valide nel calmare il bambino, lasciano nei genitori un senso di insoddisfazione, poiché non hanno pienamente accolto le loro istanze e quelle del bambino e possono instaurare un circolo vizioso che induce a confermare sempre più la loro presunta inadeguatezza e a incrementare il senso di fatica e lo stress dei genitori.
Inoltre, la gravidanza e la nascita di un figlio riattivano potenti vissuti legati alla propria esperienza pre e neonatale portando inevitabilmente ogni genitore a confrontarsi con la propria storia passata e con i punti critici rimasti irrisolti.
Vista dalla prospettiva del neonato, la nascita rappresenta ancora oggi un evento vissuto spesso con tempi, modi e ritmi non in sintonia con i propri.
La nascita non conclude immediatamente il processo della gestazione, tanto che alcuni autori usano il termine esogestazione per definire il tempo della neonatalità e periodo sensibile per definire quei primi, fondamentali giorni in cui si instaura il legame di attaccamento, uno dei prerequisiti per una sana crescita affettiva, psicologica, ma anche fisica.
Appare quindi evidente l'opportunità di intervenire precocemente nelle crisi dei genitori e tra genitori e figli, al fine di prevenire il cristallizzarsi di blocchi affettivi, emozionali e comunicativi, favorendo la riorganizzazione delle grandi risorse presenti sia nei genitori, sia nei neonati.


A CHI E' RIVOLTO:
Anche se la metodologia del PSE è applicabile a bambini un po' più grandicelli e ai loro genitori, l'intervento è particolarmente mirato ed efficace durante il primo anno di vita del bambino.


I SEGNI DEL DISAGIO E DELLA CRISI:

Pianti prolungati; coliche idiopatiche; difficoltà di addormentamento e del sonno; difficoltà di nutrizione; stress dei genitori ecc.


L'INTERVENTO DI PRONTO SOCCORSO EMOZIONALE

L'intervento di P.S.E. consiste in una serie di incontri tra lo specialista, i genitori e il neonato.
Durante questi incontri l'operatore aiuta i genitori e il figlio a decodificare in maniera funzionale i segnali del disagio, trovando così una possibilità nuova di risoluzione, aiutando nel contempo la triade a riorganizzare le energie disperse nella crisi.


FINALITA':

" Acquisire consapevolezza delle risposte disadattive rispetto al disagio conclamato
" Acquisire capacità di risposte funzionali
" Prevenire la formazione di blocchi affettivi, emozionali e corporei


OBIETTIVI:
" Migliore consapevolezza emozionale e corporea
" Migliore capacità di espressione emozionale
" Migliore capacità di autocentratura durante le crisi
" Soluzione più rapida delle crisi


MODELLO TEORICO E METODOLOGICO

Il modello teorico e metodologico di riferimento è rappresentato dall'approccio psicocorporeo.
In particolare si fa riferimento: al paradigma di W. Reich e alle sue ricerche ed interventi di prevenzione primaria; al modello della bioenergetica dolce di Eva Reich; alle teorie sull'attaccamento e sulle relazioni primarie.

STRUMENTI E TECNICHE
" Ascolto attivo
" Alfabetizzazione sensoriale ed emozionale
" Facilitazione espressiva
" Baby massage
" Massaggio bioenergetico dolce
" Re-Bonding
" Mothering to mother
" Respirazione funzionale


LE EVIDENZE SCIENTIFICHE
Sin dagli anni '30 del secolo appena trascorso, W. Reich si è interessato ai processi unitari, psicologici e corporei, che portano sia alle forme nevrotiche, sia a patologie di carattere fisico. Con l' istituzione, nel 1949, dell'Orgonomic Infant Research Center (OIRC), un centro di ricerca scientifica sulla prenatalità, perinatalità ed infanzia, Reich scopre l'importanza delle cure affettive primarie ed attiva modelli e strumenti di prevenzione primaria precoce.
Contemporaneamente Erikson, tra il 1940 e il 1950, conferma l'importanza delle buone relazioni primarie per la nascita della fiducia di base nella persona.
Negli anni intorno al 1960 Spitz effettua osservazioni sui bambini ospedalizzati, verificando come la mancanza di contatto affettivo e corporeo istauri patologie psicologiche, comportamentali e cognitive piuttosto gravi.
Altri autori, di stampo psicoanalitico, quali Winnicott, A. Freud, M. Klein, M. Mahler hanno proseguito gli studi di S. Freud sullo sviluppo psicosessuale infantile ed hanno confermato l'importanza di un buon rapporto madre-neonato per un sano sviluppo affettivo ed emozionale del bambino, futuro adulto.
Un posto particolare in questo panorama spetta a J.Bowby.
Questo studioso, partendo da osservazioni etologiche, ha elaborato la teoria dell'attaccamento, che si può sviluppare secondo tre modalità: attaccamento sicuro; attaccamento di resistenza angosciosa; evitamento angoscioso. Questi tre modelli persistono come modalità relazionale e comportamentale ed influenzano le future relazioni affettive adulte.
Alla prevenzione precoce ha dedicato tutta la propria vita professionale e di ricercatrice la figlia di Wilhelm Reich, Eva, mettendo a punto una metodologia denominata bionergetica dolce e la tecnica del massaggio a farfalla per i neonati ( baby massage), strumento peculiare del PSE.
Molti ricercatori hanno convalidato l'importanza del toccare, massaggiare, contattare il neonato sin dagli istanti successivi alla nascita; è oramai famosa la ricerca di R.D.Rice sullo sviluppo neurofisiologico dei neonati prematuri sottoposti alla stimolazione tattile.
Dai risultati di questa ricerca si evince come i prematuri sottoposti sistematicamente al massaggio e al contatto corporeo da parte delle loro madri mostrino evidenti progressi nello sviluppo neurologico, ponderale e cognitivo rispetto al gruppo di controllo.
Altre ricerche dimostrano come un buon contatto corporeo, pelle a pelle, in un ambiente confortevole ed un buon contatto oculare ed affettivo tra madre e neonato producano un sensibile incremento del tasso di ossitocina e di prolattina (M.Odent).
Da oltre trenta anni sono disponibili diverse ricerche che confermano l'importanza di un buon contatto affettivo e corporeo tra madre, neonato e padre. Dimostrando come la mancanza del legame tra madre-neonato (bonding) può creare individui incapaci di sentire o condividere amore, compassione o empatia, per se stessi e per gli altri esseri umani.
Tali ricerche dimostrano anche come le crisi del neonato siano spesso espressione della perdita di questo contatto e del contatto del genitore con se stesso.
A. Schore (1994, 1997, 2002) ha dimostrato come l'interazione tra la madre ed il neonato crei la struttura e l'organizzazione del cervello in evoluzione.
In un articolo di Donis Eichhorn, Thomas R.,Verny ( Journal of Prenatal and Perinatal Psychology and Health, Vol.13, Nov.3-4, Spring & Summer 1999) viene esplorata la ragione per la quale è importante creare esperienze positive per il neonato durante e dopo la nascita, sia per la formazione del suo Sé emergente (Stern, 1985), sia per il suo ritorno ad una base sicura (Bowlby 1988), sia per la capacità del neonato di auto-attaccamento al seno (Righard & Alade,in Lancet 1990) subito dopo la nascita.
Negli ultimi venti anni è cresciuta la consapevolezza dell'importanza della prevenzione primaria precoce, dell'importanza di una gravidanza e di un parto funzionali e della cura del neonato sin dalla nascita, come base favorevole allo sviluppo della salute in generale e della salute mentale, attuale e futura.
Negli ultimi anni è in rapido aumento il numero dei genitori dei paesi europei, anche quelli italiani, che si rivolgono ai servizi sociali per chiedere aiuto perché i loro bambini soffrono di crisi di pianto inconsolabili, di agitazione e di insonnia o di squilibri di alimentazione, che medici, seppur competenti, non riescono a risolvere.
Per i genitori queste crisi comportano sentimenti di impotenza, di disperazione e di acuta rabbia, con conseguenti sensi di colpa, e sintomi di depressione. Catturati in un circolo vizioso i genitori non riescono ad uscirne. Queste crisi sono causate in gran parte dalla perdita della relazione tra la madre e la sua creatura nel periodo pre- peri- e postatale, o dalla perdita della relazione tra i genitori, o con se stessi.
Su questi presupposti e sulle ricerche tuttora in atto si basa l'approccio metodologico del PSE.
Nato come modalità di intervento per i bambini che piangono eccessivamente, il PSE è indicato per tutti i neonati in crisi, come quelli nati da parto distocico, o quelli che hanno avuto sofferenze fetali, come minacce di aborto, o che hanno subito traumi neonatali, quali ospedalizzazioni precoci con separazione prolungata dalla madre.
Il PSE trova una sua efficacia anche quando il trauma riguarda i genitori, come nel caso, piuttosto comune nella nostra epoca, in cui i genitori si trovano in uno stato di un eccessivo stress, o quando ci si trova davanti a madri a rischio depressivo o pscicosociale., o in quei casi in cui risulta difficile stabilire un contatto affettivo, ma anche fisico con il neonato.
Il PSE, pur proponendosi come un intervento sulla crisi, rappresenta uno strumento di prevenzione primaria precoce, in quanto lavora sulle risorse naturali dei genitori e dei bambini e consente di ristabilire la circolazione affettiva, emozionale ed energetica; presupposti indispensabili per un sano sviluppo della persona.

.

HARMONIA
PER LA SALUTE NATURALE DELA PERSONA,DELLA FAMIGLIA E DELLA COMUNITA'
Via Mossini n°6 Tel 0342/513597 - Cell 333/7122786